Un racconto..

By Chiarina

L’autobus non arrivava, a dire la verità ero un po’ preoccupata, ero arrivata in tempo ma chissà con questi autobus proprio non si ha orari. Infatti ho dovuto aspettare circa 5 minuti interminabili, non so cosa mi è preso: ero agitata.

Salita sul bus sfuggivo gli occhi di chi mi osservava, qualche anziana signora, qualche straniero, qualche giovane studente. Io con la mia tracolla da perfetta universitaria mi siedo in un posto e guardo fuori dal finestrino. Con l’occhio sbirciavo chi mi stava accanto tanti ragazzini tra i 14 e i 17 anni col viso parecchio stanco,probabilmente uscivano da scuola dopo il rientro. Ho notato una cosa: tutti avevano le loro splendide cuffiette nelle orecchie che gli adulti tanto odiano.. ed io che sono un po’ adulta un po’ bambina adoro ancora. Ogni istante ha la musica giusta, perchè sennò accendere tempestivamente l’iPod appena si può?

Guardavo la strada, le case le persone che passavano veloci immagini che ogni tanto si fermavano, poi ripartivano. Pensavo. Pensavo a tutto, a tutto ciò che sono io e ciò che mi sta attorno.

Per un po’ ho dimenticato l’ansia che sentivo prima e mi sono concentrata su quella musica che ognuno di loro ascoltavano. Io sentivo solo la mia: quella musica che è mia, che mi racconta che mi rappresenta che se avesse un’altra sequenza non sarebbe più mia. Però mi incuriosiva molto sapere quale fosse la musica degli altri. Ogni tanto ho paura a far ascoltare ciò che io stessa sto ascoltando.. ho paura che capiscano qualcosa di me che tengo nascosto e che invece la musica che ascolto tra me e me urla al mondo.

Arrivo alla mia fermata, scendo mi guardo attorno. Sono sola. Spesso rischio la vita quando scendo dall’autobus perchè la gente corre, è nervosa e non si pone minimamente il problema che potrebbe capitare qualcosa di imprevisto, cioè io che attaraverso la strada.

Ma dopo aver controllato che in fondo sono ancora tutta intera inizio il percorso verso casa. Ero partita con il sole adesso già comincia a tramontare. Guardo la strada con quella curva a gomito e poi sempre dritta, guardo le case, la tranquillità della mia via. Guardo anche in alto perchè c’è la luna bianca bianca e sottile sottile: è bello quando luna e sole si salutano.

La luna mi ha sempre affascianata, i miei pensieri circa trattano di questi argomenti eppure non è solo un pensare. E’ VIVERE L’ISTANTE . Le emozioni si susseguono connesse e sconnesse con i pensieri. D’altronde c’è un ricordo per ogni passo che faccio.

Era da tempo che non camminavo dalla fermata dell’autobus fino a casa, almeno da 2 anni. O almeno non così. Ultimamente la patente mi ha cambiato al vita è quasi un anno e mezzo che ce l’ho. In quel momento mi è passato davanti agli occhi tutto quello che è stato quel periodo che in contemporanea lavoravo e facevo la patente, mi divertivo però. Io e gli altri conosciuti li, in balia degli esaminatori e quanto abbiamo riso? Ehm ok ho riso.. Grazie a quel tipo un po’ fighetto che se la tirava mi sono fatta uno scritto divertentissimo. Con un errore e senza neanche paura.. Non lo so vedermi questo tipetto tutto sicuro di sè tutto gucci ed io sono figo con la bicicletta della nonna che solo dopo averla  fatta cadere 3 volte si ricorda dell’esistenza del cavalletto.. dai era nervoso questo glielo concedo. Oppure quel giorno che per passare apposta davanti una persona me ne sono beccata un’altra del tutto inaspettatamente.. chissà.

Insomma in mezzo a questo turbinio di parole ero arrivata all’altezza della casa di un’amica.. per 6 anni sempre assieme all’andata e al ritorno da scuola. Io ero ancora alle medie..

Poi ancora, ancora , ancora cose belle… I campi, che in ogni ora del giorno hanno un fascino particolare, che ho fotografato mille volte perchè erano qualcosa di spettacolare.

Arrivata all’altezza di una stradina giro il viso verso sinistra. Sorrido, perchè li è un posto particolare. Perchè nella mia vita ci sono state cose importanti e ringrazio Dio ogni giorno perchè posso permettermi di ricordare, di sorridere e di piangere di tutti quei ricordi che se diventano sfumati basta che apro ansiosa il mio diario e leggo il racconto di tutto quello che è stato perchè non voglio dimentincare. Perchè è giusto ricordare quanto bene si ha avuto dalla vita.

Ed intanto cammino sono circa 10 minuti perchè sono tranquilla sono contenta. Ho visto la natura attorno a me felice, ho visto che ho superato tante cose. E lo so che sono una sognatrice, lo so che “qualcuno” mi prendeva in giro perchè quando cammino ho la testa chissà dove.. ha ragione la testa certo non è con la realtà, anzi sono in mezzo a sogni, ricordi, natura, frasi poetiche. Però sono dolce, sono una dolce sognatrice. E forse mi amano per questo.

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